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% CAPITOLO 3
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\chapter{Un Stichèt}
Il detto \index[Personaggi]{Barèla}Barèla era un macellaio e venditore di carne di pecora. Aveva le sopracciglie folte che gli coprivano gli occhi neri e fondi, i baffi spioventi come due ali d'uccello disarticolate, la faccia rossa e buia, perché sempre poco illuminata dalla scarsa istruzione e mentalità. La grande manifestazione dell'animo suo semplice, che si crede sempre deluso, era la stizza\footnote{Viva irritazione, per lo più momentanea, provocata da un senso di fastidio o di molestia}.\\
\indent Un giorno era andato a Ravenna con chi non gli capitava spesso, e così, fuori del suo ambiente e conoscenze, era impacciato, taciturno e ruminava\footnote{Pensava} molte piccole fantasie nella sua testa, senza sapere con chi sfogarsi. Andò in un'osteria e sentì un tale ordinare una pietanza con un nome nuovo, strano e fuori del suo dizionario. Rimase di stucco quando vide la pietanza: una magnifica bistecca, da fargli venire l'acquolina in bocca e, confacente al suo gusto, per trincare poi un buon bicchiere di quello nero\footnote{Un bicchiere di vino rosso}, credè di evolversi dall'oblicismo\footnote{Voleva evolvere dalla sua ignoranza dicendo al cameriere "un stichèt" credendo di aver ordinato la bistecca} ed ordinò al cameriere <<un stichèt\footnote{Stuzzicadenti}>>. \\
\indent Dopo una lunga attesa ed un lungo assaporamento fantastico richiamò il camerier e gli chiese di portargli <<e stichèt.>>\\
\indent Il cameriere, servizievole disse <<Eccolo, ve l'ho pur portato>> e glielo indicò nel solito piattello sul tavolo.\\
\index[Personaggi]{Barèla}Barèla schizzò veleno, fulminò il cameriere con lo sguardo, trasformato più del solito e di balzo rispose: <<Côssa vut ca megna, di bachèt?>>\footnote{Cosa vuoi che mangi, degli stecchi?}\\
\indent Il cameriere soggiunse: <<Alora côssa vôl?>>\footnote{E allora cosa vuole?}\\
\indent Imbarazzo di \index[Personaggi]{Barèla}Barèla, che richiuse gli occhi, voltò le grandi sopracciglia, la bocca sotto i baffi, si sbiadì, e con voce cavernosa rispose: \\
\indent <<A vòi un quèl còm cl'a magné che sgnór che l'è>>\footnote{Voglio una cosa come quella che ha mangiato quel signore lì} ed alle parole aggiunse l'indicazione fremente con pugno chiuso.\\
\indent Il cameriere: <<Allora deve dire un bistecco!>>\\
\index[Personaggi]{Barèla}Barèla confuso e mortificato, forse temendo di dire un altro strafalcione grugnì: <<Si>> e chinò il mento sul petto per non più fiatare.
Un'altra volta il buon \index[Personaggi]{Barèla}Barèla, che come avrete capito era un semplicione piovuto dal cielo, capitò in un'osteria di Ravenna mentre un suo amico e paesano (un \index[Personaggi]{Fiorentini}Fiorentini) burlone, terminava una cotoletta coi tartufi. All'odore e alla bella vista del prelibato piatto, chiese all'amico quel che mangiasse e quanto costava. L'amico gli rispose che costava due soldi: poi terminò, pagò, se ne andò, mentre \index[Personaggi]{Barèla}Barèla aveva mangiato la prima ed ordinava la seconda, dicendo <<L'è bóna>>\\
Alla seconda, aggiunse la terza e la quarta cotoletta e tirò fuori gli otto baiocchi\footnote{Il termine "baiocchi" può essere inteso come "soldi" in generale. Inoltre 100 baiocchi equivalevano a 1 scudo e dal 1866, 1 scudo era pari a 5,375 lire.} per darli al cameriere.\\
\indent Questi, sorpreso, disse <<Che cosa devo fare?>>\\
\indent \index[Personaggi]{Barèla}Barèla rispose: <<Ma per le cotolette>>\\
\indent E il cameriere: <<Ma costano 8 soldi l'una... quattro per otto trentadue, poi il vino... il pane... >>\\
\indent \index[Personaggi]{Barèla}Barèla frastornato: <<Mo côssa dit? ... an gosta du suld?\footnote{Ma cosa dici? Non costa due soldi?}>>\\
\indent Cameriere: <<No, otto.>>\\
\indent \index[Personaggi]{Barèla}Barèla: <<Vigliac d'un amig quênt cum'à fàt spendar. A putéva magném sol una brasula!\footnote{<<Vigliacco d'un amico, quanto mi ha fatto spendere. Potevo mangiarmi solo una bracciola!>>}>>